come d'autunno sugli alberi

La poesia “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” ha molto da insegnarci.

Non parlo dell’importanza letteraria, motivo per cui quest’opera cui viene così approfondita nel corso degli studi.

Intendo dire che il suo significato ha molto a che vedere proprio con le nostre situazioni personali.

 

Ricordi qual è?

 

Ungaretti ha scritto la poesia nei primi anni del ‘900, durante una esperienza di guerra da lui direttamente vissuta.

Nelle poche parole che la compongono, il Poeta ha voluto trasmettere un forte sentimento di precarietà.

Così vicino alla battaglia ed esposto al rischio di rimanere ucciso, ha sentito che la sua vita e quella dei soldati in trincea era appesa ad un filo.

In ogni momento poteva facilmente spezzarsi, come quella delle foglie attaccate ai rami di un albero.

come d'autunno sugli alberi

Questa immagine è ambientata in autunno, ovvero la stagione in cui la natura è alla conclusione del proprio ciclo e le foglie sono già di per sé più deboli e prossime a cadere.

 

Basta davvero un soffio del vento.

 

In questo ragionamento molto intimo e intenso, colgo un chiaro e importante “parallelismo assicurativo”.

LE NOSTRE VITE NON SONO FORSE COME QUELLE DEI SOLDATI?

Ovviamente noi non siamo in guerra e non rischiamo di essere uccisi da una granata o da un proiettile nemico.

Ogni giorno ci alziamo dal letto e ci avviamo verso la nostra quotidianità, tra famiglia, lavoro e altre attività.

Lo facciamo senza neanche accorgercene o ricordarcene, ma continuamente ci districhiamo tra piccoli e grandi imprevisti.

Proprio come quando giochiamo una partita a Monopoli! Vi ricordate quei cartoncini arancioni?

Tra gli eventi imprevedibili e dannosi ci sono anche quelli che ci minacciano direttamente, sarebbe sciocco non ammettere che esistono.

A differenza di ciò che Ungaretti pensava della vita dei soldati, ovviamente noi non siamo “precari”.

Non siamo “come d’autunno sugli alberi le foglie“, ma siamo “fragili”.

come d'autunno sugli alberi

Al Telegiornale spesso sentiamo raccontare tragici eventi di cronaca e qualche volta li vediamo anche accadere alle persone vicino a noi.

Quando la vita scorre normalmente, facciamo fatica ad accettare che incidenti, malattie o altre disgrazie possano accadere proprio a noi.

Tendiamo a vivere nella incosciente convinzione che certe cose succedano solo “agli altri”, ma trascuriamo che tra gli altri ci siamo anche noi…

La morte è un fatto naturale e riguarda tutti; fin da bambini ci insegnano ad accettarla quando affrontiamo per la prima volta un distacco.

Il problema nasce quando si verifica ingiustamente prima del tempo, a causa di un evento incontrollabile.

 

DI COSA SI MUORE AL GIORNO D’OGGI NEL MONDO?

L’attenzione mediatica si concentra spesso su fenomeni disastrosi come guerre ed attacchi terroristici.

Altro motivo di preoccupazione solo le epidemie ed il rischio di contagio.

Spesso ad allarmarci sono gli eventi catastrofici che la natura ci scaglia contro all’improvviso, ovvero terremoti, inondazioni e uragani.

A dimostrarci che le nostre paure sono molto lontane dall’essere reali, interviene la statistica ed in particolare il report proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

come d'autunno sugli alberi

Nella nostra società moderna la principale causa di morte si può individuare nelle malattie gravi.

Il problema non è la difficoltà nel curarsi o l’inefficienza del SSN, ma proprio la pericolosità di alcune patologie che non ci lasciano scampo.

Solo più giù in questa brutta classifica troviamo eventi diversi da quelli legati alla nostra salute, che hanno invece cause esterne e violente.

Possono accadere in ogni momento della nostra vita privata o lavorativa e, senza andare troppo lontano con la fantasia, gli eventi mortali in cui ci imbattiamo con maggiore frequenza sono proprio quelli che avvengono sulla strada a bordo di un veicolo.

CHI È CHE DEVE PREOCCUPARSI?

La morte è un evento particolare perché non è sulla persona che la subisce che produce conseguenze economiche.

Paradossalmente il problema più grande è per chi rimane.

Ad avere la maggiore preoccupazione devono essere le persone dalla cui vita ne dipendono altre.

come d'autunno sugli alberi

Nel momento in cui formiamo una famiglia, anche solo unendoci ad un’altra persona, smettiamo di poter pensare solo “noi stessi”.

Cambiamo dimensione e veniamo subito investiti della responsabilità di prenderci cura dell’altra metà.

Se la persona che abbiamo a fianco è economicamente autosufficiente, la preoccupazione è meno grave.

Aver preso impegni economici duraturi nel tempo può essere un buon motivo per dare maggior peso al problema ed infatti sentiamo spesso parlare delle assicurazioni abbinate al credito.

La nostra responsabilità diventa grandissima quando la famiglia si allarga oltre la coppia e mettiamo al mondo un figlio.

 

Siamo noi il suo punto di riferimento.

 

Fino alla maggiore età non sarà in grado di badare a sé stesso e dipenderà dalla nostra presenza e soprattutto dal reddito che produciamo.

Per chi desidera far studiare i propri figli fino al più lungo dei traguardi, l’orizzonte temporale della propria responsabilità è ancora più lungo.

 

LA MORTE È IL RISCHIO PIÙ IMPORTANTE DA ASSICURARE

Per come la vedo io, la Polizza Caso Morte è la tutela più bella da consigliare e da veder sottoscrivere.

Ovviamente non è un talismano e non ci protegge dal destino; rimaniamo comunque “come d’autunno sugli alberi“, per tornare al parallelismo con la Poesia di Ungaretti

Il grande valore di questa soluzione assicurativa è quello di lasciare un capitale per chi potrà averne necessità 

come d'autunno sugli alberi

La sua utilità è quella di tutelare il futuro economico della famiglia, nel caso in cui venga a mancare il principale suo portatore di reddito.

Ad essere assicurato è l’evento della premorienza, a prescindere dal motivo che l’ha determinata.

Il capitale da assicurare è di libera scelta della persona che decide di tutelare i propri cari e può essere deciso in base alle necessità che emergono dalla specifica situazione.

Anche la durata può essere liberamente scelta, in funzione del periodo più o meno lungo in cui vogliamo proteggere le persone che ama.

 

Se abbiamo qualcuno da proteggere, è da incoscienti non farlo.

 

Il costo di questa tutela è direttamente proporzionale al “capitale” e alla “durata”, ed è influenzato dallo stato di salute e dal vizio del fumo.

Chi decide di sottoscriverla beneficia ogni anno di un vantaggio fiscale nella misura del 19% di detraibilità.

Chiarita l’esigenza di protezione ed anche la soluzione assicurativa, sta ad ognuno di noi riflettere sulla propria situazione personale.

 

PER CONCLUDERE

Soprattutto in un discorso del genere si percepisce l’utilità di una garanzia assicurativa ed il valore di questa tutela non è misurabile.

Come per ogni altra soluzione assicurativa, anche il suo contenuto è molto personalizzabile.

Per rendere la protezione veramente efficace e adatta alle necessità, consiglio davvero di fare riferimento a qualcuno che ti dimostri di essere competente in materia.

Vogliamo parlarne insieme?

Parlarne non costa davvero nulla e ti arricchirai di UTILI INFORMAZIONI.

 


SONO A DISPOSIZIONE,
per questa e per qualsiasi altra esigenza assicurativa.

Alessio Cioeta

INTERMEDIARIO ASSICURATIVO

Chi sono



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“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Cosa ci deve insegnare?

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