versamenti in previdenza complementare

Questo è il periodo più giusto per pensare ai versamenti in Previdenza Complementare.

Con Previdenza Complementare intendo il Fondo Pensione, o Piano Individuale Pensionistico (PIP).

  • Davvero possiamo attendere anche fino a questo momento?
  • Per quale motivo un periodo è più giusto rispetto ad un altro?

E soprattutto:

  • Qual’è il vantaggio dei versamenti in Previdenza Complementare?

In questo articolo risponderò con ordine a tutte queste domande per sottolineare ancora una volta quanto è potente e utile questo strumento di gestione del nostro risparmio.

 

LA FLESSIBILITÀ DELLA CONTRIBUZIONE

Risparmiare per la vecchiaia è una esigenza che riguarda tutti, soprattutto considerando i futuri scenari negativi che già oggi possiamo prevedere.

Ci sono tanti strumenti per farlo e di solito siamo abituati a versare una somma fissa ogni mese o comunque con una certa periodicità.

Nel caso dei versamenti in Previdenza Complementare, invece, non è necessario rispettare per forza un programma fisso e definito.

versamenti in previdenza complementare

Lo strumento della Previdenza Complementare prevede infatti libertà di contribuzione e l’Aderente decide SE, QUANDO e QUANTO versare.

Ovviamente se non contribuiamo in maniera adeguata non riusciamo a costruire un capitale consistente per la nostra “seconda giovinezza”.

Consapevoli di quanto è importante (per noi stessi) impegnarci a farlo, la flessibilità rende il Fondo Pensione più gestibile di tutti gli altri strumenti.

 

ALLA FINE DELL’ANNO TIRIAMO LE SOMME E DECIDIAMO

Potendo decidere liberamente i tempi e l’entità dei versamenti, attendere la fine dell’anno è una strategia intelligente.

Solo arrivati in questo periodo la nostra situazione contabile è più o meno definita ed abbiamo contezza di quelli che sono stati i nostri ricavi e i costi che abbiamo sostenuto fino ad ora.

versamenti in previdenza complementare

Certo, una contribuzione regolare e dilazionata nel tempo è l’ideale per diluire nel tempo il rischio finanziario, ma questo è un altro discorso.

Alla fine dell’anno possiamo decidere più consapevolmente la somma da accantonare, sia nell’ottica di creare un capitale per il nostro futuro, sia per massimizzare il risparmio fiscale.

 

È fiscalmente utile?

 

Certo che si, i versamenti in Previdenza Complementare godono di completa deducibilità fiscale.

Chi contribuisce può approfittare di questa agevolazione entro in limite annuo di 5.164€.

Ognuno può decidere a seconda delle proprie disponibilità e in funzione della riduzione che vuole ottenere sulle tasse attese per l’anno successivo.

 

COME SI QUANTIFICA QUESTO VANTAGGIO FISCALE?

Ogni Euro che versiamo ha il benefico effetto di diminuire la Base Imponibile ai fini IRPEF e determina una riduzione delle imposte calcolate su di essa.

versamenti in previdenza complementare

Le imposte si calcolano applicando una aliquota al Reddito, dopo avergli sottratto i costi e le deduzioni.

L’aliquota IRPEF aumenta insieme al reddito netto, al superamento di scaglioni progressivi prefissati:

  • fino a 15.000€, aliquota 23%
  • 15 a 28.000€, aliquota 27%
  • 28 a 55.000€, aliquota 38%
  • 55  75.000€, aliquota 41%
  • oltre 75.000€, aliquota 43%

 

Facciamo qualche calcolo per capire.

 

Ragioniamo su un Reddito di 26.000€ già al netto dei costi, che si colloca negli scaglioni come da tabella.

Applichiamo l’aliquota progressiva alla porzione di Reddito compresa in ogni rispettivo scaglione.

Sommando l’imposta calcolata su ogni scaglione, otteniamo l’Imposta totale.

In questo primo esempio non abbiamo considerato di aver effettuato ancora alcuna contribuzione previdenziale.

versamenti in previdenza complementare

Immaginiamo di effettuare versamenti in Previdenza Complementare per 2.400€, tutti insieme alla fine dell’anno oppure mese dopo mese fino ad oggi.

 

Cosa cambia sulle Imposte?

 

I contributi versati riducono la Base Imponibile di pari importo e la diminuzione del Reddito ricade tutta nel secondo scaglione tra 15 e 28.000€.

Applicando l’aliquota progressiva del 27% calcoliamo una Imposta parziale di importo inferiore ed una Imposta totale più bassa rispetto al primo esempio.

Il risparmio fiscale generato dai nostri versamenti nel Fondo Pensione è pari alla moltiplicazione tra la somma versata e l’aliquota di riferimento dello scaglione in cui il reddito diminuisce.

versamenti in previdenza complementare

Se per effetto dei versamenti il Reddito diminuisce passando da uno scaglione ad un altro, il calcolo è più articolato e si scompone nella somma tra due elementi:

  • la moltiplicazione tra l’aliquota dello scaglione superiore e l’intero reddito che superava il limite;
  • la moltiplicazione tra l’aliquota dello scaglione inferiore ed il minor reddito all’interno dello stesso.

Avendo a che fare con una aliquote superiori rispetto a quelle del 23% e 27%, il risparmio fiscale può essere ancora più alto.

 

LO STATO CONTRIBUISCE NEL NOSTRO FONDO INSIEME A NOI 

Pagando una Imposta più bassa, stiamo praticamente recuperando parte dei contributi che abbiamo deciso di accantonare al Fondo.

In altre parole, lo Stato partecipa insieme a noi nella contribuzione alla nostra Previdenza Complementare, aiutandoci ad affrontare il problema della nostra Pensione.

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Questo vantaggio fiscale immediato interessa tutti coloro che versano al proprio Fondo Pensione.

Riguarda soprattutto il Lavoratore autonomo ed il Libero Professionista che non hanno altro modo di alimentare il proprio “salvadanaio” previdenziale.

Può riguardare anche il Lavoratore Dipendente che decide di contribuire volontariamente al Fondo Pensione con versamenti aggiuntivi oltre che destinando il proprio TFR.

Infine, riguarda anche chi contribuisce al Fondo Pensione dei propri familiari a carico, motivo per cui è ancora più consigliabile regalare la Previdenza Complementare già ai bambini piccoli.

 

QUALI ALTRI VANTAGGI CI SONO HA LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE?

C’è un altro vantaggio, sempre di natura fiscale: oltre alla detassazione dei contributi, anche la prestazione finale gode di un trattamento agevolato.

Al momento della liquidazione della prestazione, le somme sono tassate con aliquota massima 15%, che nel corso del tempo diminuisce fino al 9%.

In paragone alle normali aliquote IRPEF che abbiamo visto, sono tanti soldi che rimangono nelle tue tasche anziché finire in quelle dello Stato.

Un altro vantaggio è quello legato al passare del tempo che, aspettando il traguardo della pensione, può anche finire per essere davvero tanto.

la pazienza è la virtù dei forti

Questa prolungata attesa ci consente di inseguire interessanti rendimenti finanziari nel lungo periodo.

Se non amiamo il rischio, possiamo sempre limitarci ad osservare timidi e stabili rendimenti risk free, per mantenere costante il nostro potere d’acquisto e proteggere il nostro risparmio dall’erosione dell’inflazione.

 

IN CONCLUSIONE

Sappiamo bene di avere un grosso problema che si chiama “Pensione” e che ignorarlo non ci aiuta, anzi ci espone a conseguenze economiche.

La Previdenza Complementare è uno strumento pensato apposta per affrontare questa esigenza e, come avrai capito, è davvero molto ricco di agevolazioni e opportunità.

Vogliamo parlarne insieme?

Parlarne non costa davvero nulla e ti arricchirai di UTILI INFORMAZIONI.

 


SONO A DISPOSIZIONE,
per questa e per qualsiasi altra esigenza assicurativa.

Chi sono

Alessio Cioeta

Intermediario Assicurativo


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