lasciare il tfr in azienda o destinarlo alla previdenza

Ogni Dipendente deve decidere se lasciare il TFR in Azienda o se destinarlo alla Previdenza Complementare. Cosa conviene fare?

Da quando nel 2007 è entrata in vigore la Riforma della Previdenza Complementare, c’è stata tanta pigrizia nel riflettere su questa decisione così importante.

Oggi si registra un numero sempre più elevato di adesioni, sicuramente perché si è alzata l’attenzione sul problema che dovremo ad affrontare quando saremo vecchi.

Molti stanno iniziando a capire che destinare il TFR alla Previdenza Complementare è decisamente la scelta migliore sotto tutti i punti di vista.

 

Per quali motivi conviene?

 

convenienza della previdenza complementare

 

INTANTO SFATIAMO UN FALSO MITO

C’è una cosa che ha preoccupato i Dipendenti chiamati a fare questa famosa scelta e che inizialmente li ha spinti a decidere di lasciare il TFR in Azienda.

Il motivo della preoccupazione erano i tempi di attesa necessari per ottenere il Riscatto dei contributi dal Fondo Pensione in caso di perdita del lavoro, ovvero 12 mesi per avere il 50% e addirittura 48 per rivedere il 100%.

All’inizio era davvero così, ma da Agosto 2017 è stata introdotta la possibilità di richiedere, in caso di necessità, il Riscatto immediato in caso di inoccupazione.

 

I soldi non sono “bloccati”.

 

In pratica si può ottenere subito la liquidazione in caso di interruzione del rapporto di lavoro, come se il TFR fosse rimasto in Azienda, oppure scegliere di lasciarlo nel Fondo.

Inoltre si possono richiedere Anticipazioni esattamente come lo può fare chi lo lascia in Azienda. Anche prima, in percentuali maggiori e per altre motivazioni.

Chiarito questo aspetto importante, ora andiamo avanti con i motivi per cui conviene scegliere la Previdenza Complementare.

 

LA TASSAZIONE AGEVOLATA

I contributi versati in Previdenza Complementare quando vengono liquidati sono tassati in modo molto più leggero rispetto a quando escono dall’Azienda per la liquidazione.

Se decide di far confluire il TFR in un Fondo Pensione, il Dipendente terrà nelle proprie tasche molti più soldi invece di vederli andar via sotto forma di tasse.

 

Quanto si risparmia?

 

tassazione agevolata del Fondo Pensione

L’aliquota massima con cui viene tassato il capitale di un Fondo Pensione è il 15%.

Quando saranno passati quindici dall’adesione alla Previdenza Complementare, questa aliquota diminuisce ulteriormente ogni anno fino ad arrivare al minimo del 9%.

Se invece il Dipendente decide di lasciare il TFR in Azienda, al momento della liquidazione lo vedrà tassato con aliquota 23% o anche maggiore a seconda del livello di reddito.

Almeno 8% di risparmio che può crescere fino a 14% e oltre, se il Dipendente ha effettuato la scelta con sufficiente anticipo. Qual è la scelta più conveniente?

 

L’ASPETTATIVA DI RENDIMENTO

Chi decide di lasciare il TFR in Azienda forse non ci pensa, ma le somme si rivalutano secondo una regola precisa: 1,5% + 3/4 dell’Indice ISTAT dei Prezzi al Consumo.

Beh,nel decidere se destinare il TFR alla Previdenza Complementare o meno, è bene sapere che in un Fondo Pensione i nostri risparmi possono fruttare molto di più.

 

Quanto rende un Fondo Pensione?

rendimenti dei Fondi Pensione

In ogni Fondo Pensione sono previste diverse linee di investimento caratterizzate da un livello di rischio che cresce insieme alle aspettative di rendimento.

C’è sempre una linea “protetta”, ovvero una Gestione Separata caratterizzata da particolare stabilità e sicurezza; ormai non c’è più un rendimento minimo garantito, ma quantomeno c’è una garanzia di capitale (ancora al 100% se siamo fortunati).

Le altre linee permettono di inseguire le opportunità dei Mercati FinanziariDi certo il rendimento non può essere previsto, né promesso, ma la statistica ci viene in aiuto e ci suggerisce che nel medio-lungo periodo è lecito aspettarsi risultati importanti.

Alle perdite finanziarie si susseguono fisiologicamente periodi di crescita e, potendo contare su un orizzonte temporale ampio, possiamo anche attendere “capital gain” interessanti.

 

Fin qui, qual è la scelta più conveniente?

 

IL CONTROLLO SULLA CONTRIBUZIONE

L’unica misura del TFR lasciato in Azienda è c<la ifra riportata sulla Busta Paga ogni mese, ma non si può avere la certezza che quelle somme siano accantonate o disponibili.

Purtroppo c’è sempre il timore che la realtà sia un’altra e spesso si attende con una certa ansia il momento della liquidazione, sperando di non avere brutte sorprese.

Anche in questo caso la scelta della Previdenza Complementare si dimostra migliore.

Il Dipendente che destina il TFR ad un Fondo Pensione ha un maggiore controllo sui suoi contributi e può verificare costantemente che l’Azienda stia onorando con regolarità il versamento delle sue spettanze, senza aspettare l’ultimo momento.

controllare l'accantonamento del TFR

Quando si sottoscrive un Fondo Pensione si accede ad un’Area Personale via web, attraverso cui si può monitorare il versamento dei contributi nel tempo ed il loro rendimento.

Sempre attraverso l’Area Personale è spesso possibile disporre lo switch tra linee di investimento, oppure anche avanzare direttamente richieste di Anticipazioni o di riscatto.

 

LA SOLUZIONE AL PROBLEMA DELLA PENSIONE

Sia il grande risparmio fiscale che la reale possibilità di inseguire rendimenti maggiori rispetto a quelli realizzati con il TFR in Azienda concorrono ad un unico risultato.

Scegliendo la Previdenza Complementare un Dipendente può accumulare una maggiore somma di denaro su cui poter contare una volta arrivato alla fine della sua età lavorativa.

Risparmiare per la vecchia è importante e quel capitale può essere prezioso per compensare il drastico ed improvviso dimezzamento del potere di acquisto a cui andremo incontro. 

 

UNA DOMANDA, PER CONCLUDERE

Dopo aver letto fin qui, ti viene in mente anche solo un motivo per cui conviene lasciare il TFR in Azienda invece che destinarlo alla Previdenza Complementare?

Se ne hai trovato qualcuno dimmelo, perché io non ne riesco a vederne davvero nessuno.

Vogliamo parlarne insieme?

Parlarne non costa davvero nulla e ti arricchirai di utili informazioni.

 


SONO A DISPOSIZIONE,
per questa e per qualsiasi altra esigenza assicurativa.

Alessio Cioeta

INTERMEDIARIO ASSICURATIVO

Chi sono



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