quanto prenderò di pensione

Certo che hai pensato alla tua Pensione, sarebbe sciocco che tu non ti sia davvero mai posto il problema.

È esattamente di questo che si tratta: un gran problema.

Sono anni che ci viene continuamente sbattuto addosso, dai giornali e dalla televisione, quindi è impossibile non averci ancora dedicato un pensiero.

Gli aspetti che rendono problematico questo argomento sono due, ovvero quanto tempo dovremo aspettare prima di raggiungere il sudato traguardo e quanto poco riceveremo una volta che sarà finalmente terminata l’attesa.

quanto prenderò di pensione

Questa situazione ci lascia tutti abbastanza preoccupati ed è per questo che speriamo che qualcuno cambi le cose, almeno prima che arrivi il nostro turno.

 

QUANTO PRENDERÒ DI PENSIONE?

Se ti sei fatto la domanda siamo un passo avanti, perché hai capito una cosa importante:

 

È un problema che riguarda anche te.

 

Ti riguarda e sai che dovrai affrontarlo, anche se il momento arriverà tra molto tempo. L’attesa sarà lunga, ma dopo aver raggiunto il traguardo avremo una brutta sorpresa.

quanto prenderò di pensione

La Pensione dei nostri nonni si calcolava con il “metodo retributivo” e con loro gioia è stata abbastanza simile all’ultimo stipendio che hanno percepito.

Quella dei nostri genitori viene in parte calcolata anche con il “metodo contributivo” introdotto dalla Riforma Dini del 1995, con un “sistema misto”.

Per questo motivo già la loro ha iniziato ad essere sensibilmente più bassa, con le conseguenze che conosciamo sul potere di acquisto e sullo stile di vita.

La nostra Pensione sarà invece conteggiata totalmente in base ai contributi versati e purtroppo sappiamo che sarà molto inferiore al reddito che percepiamo oggi.

Le spese invece rimarranno costanti, o aumenteranno se consideriamo il rischio di avere problemi di salute in vecchiaia. o di trovarsi ad essere non autosufficienti.

 

Come manterrai il tenore di vita?

 

È QUESTO IL VERO PROBLEMA

Non è colpa nostra, ma la situazione è questa; il Governo adotta spesso riforme in materia di Previdenza, ma si rivelano solo tentativi che si rincorrono senza esito.

Anche la la recente novità della Quota 100 non è altro che un ritorno al passato, simile al vecchio regime in vigore prima della Legge Fornero.

I lavoratori raggiungeranno il traguardo in anticipo, ma non avranno una felice risposta alla domanda “quanto prenderò di Pensione?” per via del minor numero di anni di contribuzione.

Purtroppo abbiamo la certezza che nessuno risolverà il problema al posto nostro.

 

Devi pensarci da solo.

 

quanto prenderò di pensione

Purtroppo non puoi limitarti a prenderne atto e a lamentarti, perché gli anni passano veloci e rischi davvero di farti trovare impreparato. Quindi la vera domanda è:

 

Cosa stai facendo per risolverlo?

 

ECCO UNA VALIDA SOLUZIONE

Dal momento che il problema è la diminuzione di reddito e la perdita di potere di acquisto, serve un modo per colmare quel “gap” costruendo un capitale.

Ci sono modi per mettere da parte i risparmi, sia con l’obiettivo di realizzare specifici progetti, sia semplicemente con l’intenzione di accantonarli per il futuro.

In particolare se la domanda è “quanto prenderò di Pensione?“, uno strumento si presta più degli altri a risolvere questa tua esigenza.

 

La Previdenza Complementare.

 

Risparmio

Si tratta proprio del Fondo Pensione che spesso si sente nominare, ma non è un termine generico per descrivere qualsiasi forma di accantonamento.

È uno specifico strumento che si distingue rispetto agli altri per tante caratteristiche uniche, tutte molto interessantiEccole, dimmi se non ho ragione:

     1) LA CONTRIBUZIONE È LIBERA

Non è necessario stabilire un piano di versamenti e, anche volendolo stabilire, puoi sempre rinegoziarlo; puoi versare qualsiasi cifra in qualsiasi momento (avendo però sempre la consapevolezza che meno versi, meno risolvi il problema).

Hai la possibilità di costruire un capitale senza versare nulla di tasca tua, anche solo destinando il tuo TFRÈ una scelta molto più conveniente rispetto a lasciarlo in Azienda.

     2) È FISCALMENTE VANTAGGIOSO

Se contribuisci manualmente deduci fino a 5.194€ l’anno e risparmi tasse in proporzione alla tua aliquota IRPEF. Il capitale finale è tassato molto meno del tuo reddito da lavoro: con aliquota massima 15%, che diminuisce fino al 9%.

Tutti i soldi che non vanno allo Stato rimangono in tasca a te e stiamo parlando di almeno l’8% rispetto alla più bassa delle aliquote IRPEF.

     3) NON È POI COSÌ VINCOLATO

Non è vero che il suo percorso è bloccato proprio fino alla Pensione, poiché ci sono diverse ipotesi in cui puoi rivedere i tuoi risparmi in anticipo.

Puoi richiedere delle Anticipazioni in casi più accessibili di quelli previsti per chi decide di lasciare il TFR in Azienda. Al verificarsi di una prolungata inoccupazione puoi chiedere un Riscatto Parziale e Totale e, in caso di emergenza sempre dipesa dalla perdita del lavoro, puoi esercitare il Riscatto Immediato per “perdita dei requisiti”.

     4) PUÒ AVERE GRANDI RENDIMENTI

Non si possono promettere, ma il lungo orizzonte temporale rende lecito aspettarseli.

Soprattutto i più giovani hanno tanti anni davanti a loro e la statistica finanziaria insegna che il tempo neutralizza il rischio e che la pazienza ripaga le aspettative.

Vuoi avere informazioni
su un Fondo Pensione?

 

È UNA VALIDA RISPOSTA

Alla domanda “Quanto prenderò di Pensione?” possiamo quindi rispondere in maniera diversa a seconda di ciò che farai da adesso fino a quel momento.

quanto prenderò di pensione

È nel tuo interesse attivarti quanto prima ed è anche molto importante che tu scelga lo strumento migliore per affrontare questa tua esigenza.

I Fondi Pensione sono tutti simili nella logica del loro funzionamento, ma anche molto diversi sotto il profilo dei costi e dei rendimenti realizzati.

Vogliamo parlarne insieme?

Parlarne non costa davvero nulla e ti arricchirai di UTILI INFORMAZIONI.

 


SONO A DISPOSIZIONE,
per riflettere su qualsiasi esigenza assicurativa.

Alessio Cioeta

INTERMEDIARIO ASSICURATIVO

Chi sono



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