Riscatto Immediato

C’è una novità nella Previdenza Complementare: il Riscatto immediato per perdita dei requisiti.

Non ci sono dubbi che il modo migliore per risparmiare per la vecchiaia sia la Previdenza Complementare.

Il risparmio fiscale durante la fase della contribuzione e l’aliquota fiscale agevolata sulla prestazione finale rendono questo strumento decisamente conveniente da utilizzare.

L’aspettativa di inseguire rendimenti finanziari nel lungo periodo aumenta ancora di più l’utilità di avvalersene. 

 

E allora perché non approfittarne?

 

In realtà non c’è nessun “lato oscuro” in questo discorso, solo aspetti positivi.

Soddisfazione

Se proprio vogliamo immaginarne uno, l’unica vera resistenza può essere la durata, fissata nel momento in cui si raggiunge l’età pensionabile.

La domanda che passa in testa a chi sta considerando di iniziare un progetto personale importante e duraturo come questo, è la seguente:

 

Quando potrò rivedere i miei risparmi?

 

Abbiamo ben chiaro che l’obiettivo finale è quello di risolvere il problema della Pensione e sappiamo che per ottenere un buon risultato dobbiamo resistere fino a quel momento.

Tuttavia può presentarsi la necessità di dover accedere prima del previsto a quei nostri risparmi accantonati.

Fortunatamente la Normativa ci viene incontro e ci consente di farlo.

 

L’USCITA ANTICIPATA DALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Di base sono previste infatti diverse ipotesi in cui il Contribuente può accedere al proprio capitale già prima dell’età pensionabile.

La Legge disciplina infatti tre casi in cui è possibile richiedere le Anticipazioni.

Sono le stesse fattispecie che consentono al Lavoratore Dipendente di accedere a parte del TFR lasciato in Azienda (migliorate nei tempi e nelle soglie e con l’aggiunta di una terza opzione completamente “libera”).

È anche prevista la possibilità di ottenerne il Riscatto parziale o totale, nel caso di perdita del lavoro e conseguente inoccupazione.

Per poterlo fare è necessaria un’attesa di 12 o 48 mesi che, obbiettivamente, può essere difficile da sopportare.

 

Ma c’è una novità.

 

IL RISCATTO IMMEDIATO PER PERDITA DEI REQUISITI

Questa esigenza viene oggi risolta con la previsione di una nuova ipotesi di Riscatto che mette l’Aderente in condizione di accedere subito a tutti i contributi versati nel Fondo.

Il motivo che consente di attivare lo strumento introdotto dal DDL Concorrenza 2017 è la “perdita dei requisiti”.

Fino ad ora questo concetto riguardava i Fondi Chiusi o “di Categoria” riservati a Lavoratori Dipendenti di specifici settori merceologici o a chi veniva coinvolto in adesioni collettive frutto di “Accordi Plurisoggettivi” in Azienda.

In tal senso la “perdita dei requisiti” consisteva nella cessazione del rapporto di lavoro.

Ora la possibilità è estesa agli Aderenti di ogni forma di Previdenza Complementare, anche ai Piani Individuali Pensionistici (PIP) o Fondi Aperti ad adesione individuale.

In questo nuovo scenario, qualsiasi Lavoratore Dipendente che si trova in uno stato di inoccupazione può richiedere il Riscatto immediato della sua posizione previdenziale.

Può esercitare questa opzione anche senza attendere 12 e 48 mesi necessari per il normale diritto di Riscatto parziale o totale.

Per procedere, il Dipendente deve fare richiesta al Fondo presentando il certificato INPS di disoccupazione, ovviamente prima di aver trovato un successivo impiego.

 

Praticamente è la vecchia liquidazione!

 

riscatto immediato

Nel caso di interruzione del rapporto di lavoro, la situazione di chi aderisce ad un Fondo Pensione è diventata simile a quella di ogni Dipendente che lascia il TFR in Azienda.

 

Cosa comporta?

 

Significa che intanto si può approfittare dei vantaggi della Previdenza Complementare, ovvero l’aliquota fiscale agevolata e la possibilità di ottenere maggiori rendimenti finanziari.

Nell’emergenza causata della perdita di lavoro si può poi decidere di interrompere il percorso e di fare un passo indietro grazie a questa nuova grande flessibilità in uscita.

Facciamo però attenzione ad un dettaglio fondamentale.

 

IL RISCATTO IMMEDIATO NON È UNA SCELTA OBBLIGATA

riscatto immediato

Si tratta di una possibilità concessa al Contribuente e non deve essere per forza esercitata al determinarsi dello stato di inoccupazione.

Vediamo cosa cambia a seconda della tipologia di Lavoratore che aderisce.

 

A) Il Lavoratore Dipendente

Chi lascia il TFR in Azienda, nell’esatto momento in cui si interrompe il rapporto di lavoro inevitabilmente riceve la Liquidazione. Non può decidere diversamente e non ha scelta.

Ciò avviene a prescindere dalla vera necessità di ricevere quelle somme, anche nel caso di un rapido cambio di Azienda che non interrompe la percezione del reddito da lavoro.

Chi invece destina il TFR ad un Fondo Pensione, oggi può decidere.

Se in quel momento non ha necessità finanziarie può anche scegliere anche di non ricevere alcuna “liquidazione”.

 

B) Il Lavoratore Autonomo

Non avendo un TFR da destinare, può solo contribuire manualmente (con il grande vantaggio della deducibilità).

Non è prevista una interruzione del rapporto di lavoro, né una Liquidazione, quindi l’istituto del Riscatto immediato è un miglioramento assoluto.

In questo caso, la perdita dei requisiti che innesca lo strumento è la chiusura della P.IVA della propria attività.

 

In generale, tutti vincono.

 

Ricevere una somma di denaro è sempre una cosa gradita, ma poter scegliere di continuare un più lungo e proficuo percorso di investimento è di certo una opportunità.

 

ATTENZIONE ALLA TASSAZIONE

C’è da sottolineare un importante dettaglio circa l’aspetto fiscale di questa operazione.

Vantaggi Fiscali

Nelle classiche ipotesi di Riscatto, dopo aver atteso 12 o 48 mesi dalla perdita del lavoro, si applica l’aliquota fiscale agevolata del 15% (max).

Nel Riscatto immediato per perdita dei requisiti, invece, si va incontro all’applicazione dell’aliquota IRPEF ordinaria del 23% (min). 

È questo l’unico aspetto negativo di questa nuova interessante opzione.

I soldi che finiscono nelle tasche dello Stato piuttosto che rimanere in quelle del Lavoratore possono essere tanti, ecco perché la scelta deve essere sempre ponderata.

 

INIZIAMO A PENSARE AL FUTURO?

Con la certezza di poter accedere al nostro capitale in caso di emergenza, se prima c’era una una indecisione, adesso è sparita anche quella.

Possiamo considerare con maggiore serenità l’opportunità di aderire ad una forma di Previdenza Complementare per inseguire il traguardo più lontano e siamo più liberi di costruire una nostra Pensione integrativa.

Per il Lavoratore Dipendente è semplice: basta indicare all’Azienda il Fondo in cui accantonare il proprio TFR.

Per il Lavoratore Autonomo si tratta di contribuire “manualmente”, ma la totale libertà dei versamenti gli consente di organizzarsi senza impegno. 

 

Hai già scelto il tuo Fondo Pensione?

 

Sono tutti simili nella logica, ma possono essere molto diversi sotto il profilo dei costi.

Un Fondo troppo costoso può erodere una parte anche molto consistente del capitale.

Affronta la questione con attenzione, insieme a qualcuno che ti dimostri di essere competente per amministrare la gestione finanziaria nel corso degli anni, in armonia con i tuoi obiettivi di rendimento e sensibilità al rischio.

Vogliamo parlarne insieme?

Parlarne non costa davvero nulla e ti arricchirai di UTILI INFORMAZIONI.

 


SONO A DISPOSIZIONE,
per questa e per qualsiasi altra esigenza assicurativa.

Alessio Cioeta

INTERMEDIARIO ASSICURATIVO

Chi sono



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