Riscatto Immediato

C’è una novità nella Previdenza Complementare: da Agosto 2017 è possibile richiedere il “Riscatto immediato per perdita dei requisiti”.

Man mano che passano gli anni diventa sempre più evidente che lo strumento ideale per risparmiare per la vecchiaia è la PREVIDENZA COMPLEMENTARE.

Il risparmio fiscale durante la fase della contribuzione e l’aliquota fiscale agevolata sulla prestazione finale rendono questa soluzione decisamente conveniente da utilizzare.

L’aspettativa di inseguire alti rendimenti finanziari è un ulteriore aspetto interessante. 

 

E allora perché non approfittarne?

 

La verità è che non c’è nessun “lato oscuro” in questo discorso, ma solo aspetti positivi.

i vantaggi della Previdenza Complementare

Se davvero vogliamo immaginarne uno, l’unica vera resistenza può essere la durata, logicamente fissata nel momento in cui si raggiunge l’età pensionabile.

Effettivamente c’è una domanda che passa sempre nella testa di chi sta considerando l’opportunità di iniziare un progetto personale importante e duraturo come questo.

 

Quando potrò rivedere i miei risparmi?

 

Sappiamo che risparmiare è necessario per risolvere il problema della Pensione e anche che per ottenere un buon risultato dobbiamo attendere fino a quel momento.

Tuttavia, pur consapevoli di questo obiettivo, sappiamo che nella vita può presentarsi la necessità imprevista di utilizzare quelle risorse prima del tempo.

riscattare il Fondo Pensione

 

L’USCITA ANTICIPATA DALLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Proprio per consentire di affrontare anche quelle situazioni di necessità, la Normativa prevede diverse fattispecie in cui è possibile accedere prima del previsto al Capitale.

In ogni Fondo Pensione è infatti prevista la possibilità di richiedere Anticipazioni.

Sono gli stessi casi in cui il Dipendente può accedere a parte del TFR in Azienda (migliorate e con una terza opzione esercitabile senza un grave motivo specifico).

È anche prevista la possibilità di ottenere il Riscatto Parziale o Totale.

I Risparmiatore può esercitare questo diritto in caso di interruzione del rapporto lavoro, oppure di chiusura della P.IVA se il Contribuente esercita una attività in modo autonomo.

Il fatto che la richiesta può essere avanzata solo dopo che lo stato di inoccupazione si sia prolungato per almeno 12 / 48 mesi rappresenta di certo un limite e può sicuramente influire sulla scelta di impegnarsi in questo percorso apparentemente così vincolante.

 

Ecco la novità.

 

IL RISCATTO IMMEDIATO PER PERDITA DEI REQUISITI

Questa indecisione viene oggi risolta con la previsione di una nuova ipotesi di Riscatto che mette l’Aderente in condizione di accedere subito a tutti i contributi versati.

Il nuovo strumento viene introdotto dal DDL Concorrenza 2017.

Fino ad ora il concetto della “perdita dei requisiti di partecipazione” riguardava chi accede a Fondi Chiusi (o di Categoria) per via dello specifico settore merceologico in cui è impiegato o grazie ad accordi plurisoggettivi concordati nell’Azienda.

In questi casi l’interruzione del rapporto di lavoro e l’uscita dalla specifica Azienda costituiva la perdita del diritto ad aderire a quella forma di Previdenza Complementare e quindi innescava immediatamente la possibilità di esercitare il Riscatto Totale.

Ora la possibilità è estesa ad ogni forma di Previdenza Complementare, ovvero anche ai Piani Individuali Pensionistici (PIP) e ai Fondi Aperti ad adesione individuale.

Oggi qualsiasi Aderente che si trova in stato di inoccupazione può richiedere il Riscatto “immediato” della sua posizione previdenziale, anche senza attendere i 12 e 48 mesi necessari per esercitare il normale diritto di Riscatto Parziale o Totale.

Per procedere con la richiesta occorre presentare il certificato INPS di disoccupazione, ovviamente prima di aver trovato un nuovo impiego.

 

Praticamente è la vecchia liquidazione!

 

riscatto immediato

 

COSA CAMBIA CON IL RISCATTO IMMEDIATO?

Chi sta riflettendo sull’opportunità di aderire ad un Fondo Pensione e nonostante i vantaggi fiscali e la prospettiva di realizzare buoni rendimenti aveva qualche riserva per via della lunga durata del percorso, ora non deve avere neanche quel motivo di preoccupazione.

La flessibilità in uscita garantita da questa nuova opzione è un ulteriore buon motivo per decidere a favore della Previdenza Complementare senza doversi preoccupare di una eventuale situazione di bisogno legata ad una imprevisto lavorativo.

 

  • PER IL LAVORATORE AUTONOMO

Questa categoria di Aderente non ha un TFR da destinare e può alimentare il proprio Fondo Pensione solo con versamenti volontari, beneficiando di un grande vantaggio fiscale grazie alla deducibilità dei contributi.

Prima di questa novità l’unica possibilità di estinguere il Fondo in seguito alla chiusura della P.IVA era nelle ipotesi di Riscatto Parziale e Totale (dopo 12 e 48 mesi) già previste, quindi il Riscatto Immediato per perdita dei requisiti rappresenta una vera novità.

 

  • PER IL LAVORATORE DIPENDENTE

Per chi può alimentare il Fondo Pensione già con il proprio TFR, in caso di interruzione del rapporto di lavoro la situazione è diventata praticamente uguale a quella in cui si troverebbe dopo averlo lasciato in Azienda.

In realtà è una situazione anche migliore, perché se il TFR è in Azienda non c’è altra scelta che vederlo liquidato; se invece è nel Fondo Pensione si può scegliere se esercitare il diritto al Riscatto Immediato, oppure proseguire il cammino.

Può sembrare un dettaglio poco importante perché ricevere soldi è sempre bello e utile, ma in determinate situazioni può essere anche più utile continuare a beneficiare dei vantaggi della Previdenza Complementare fino alla Pensione.

 

QUANTO VIENE TASSATO IL RISCATTO IMMEDIATO?

C’è un ulteriore aspetto da sottolineare in questa nuova operazione, ovvero il modo in cui viene tassato il Capitale che potremmo adesso immediatamente riscattare.

Vantaggi Fiscali

 

Aliquota fissa del 23%

 

È questa la tassazione che grava sul Capitale, se procedere in questo modo.

Nelle classiche ipotesi di Riscatto Parziale e Totale dopo aver lasciato scorrere 12 e 48 mesi di inoccupazione si applica invece l’aliquota agevolata del 15% (massima).

I soldi che finiscono nelle tasche dello Stato piuttosto che rimanere in quelle dell’Aderente possono essere tanti, ecco perché la scelta deve essere sempre ponderata.

 

INIZIAMO A PENSARE AL FUTURO?

Con la certezza di poter accedere al nostro capitale in caso di emergenza, se prima c’era una una indecisione, adesso deve essere sparita anche quella.

Consideriamo con più serenità l’opportunità di aderire alla Previdenza Complementare e costruiamo una nostra Pensione integrativa per inseguire il traguardo più lontano.

 

Hai già scelto il tuo Fondo Pensione?

 

Nella finalità e in tutti gli aspetti del loro funzionamento sono tutti identici, ma sicuramente possono essere molto diversi sotto il profilo dei costiUn Fondo Pensione gravato da costi rilevanti può erodere una parte anche molto consistente del tuo futuro Capitale.

Affronta la questione con attenzione, insieme a qualcuno che sappia amministrare la tua gestione finanziaria, in armonia con i tuoi obiettivi di rendimento e sensibilità al rischio.

Vogliamo parlarne insieme?

Parlarne non costa davvero nulla e ti arricchirai di UTILI INFORMAZIONI.

 


SONO A DISPOSIZIONE,
per riflettere su qualsiasi esigenza assicurativa.

Alessio Cioeta

INTERMEDIARIO ASSICURATIVO

Chi sono



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Fondo Pensione: Riscatto immediato per perdita requisiti

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2 commenti su “Fondo Pensione: Riscatto immediato per perdita requisiti

  1. Complimenti per l’interessante articolo che fa chiarezza su un argomento molto confuso e relativamente al quale si trovano molte informazioni inesatte online.
    Mi rimane però un solo dubbio riguardante alla tassazione in caso di riscatto immediato per perdita dei requisiti, si tratterebbe di una tassazione fissa al 23% oppure una tassazione in base alla media della proprio aliquota irpef?

    1. Ciao Daniel, sono contento che l’Articolo ti sia sembrato chiaro ed utile. Il capitale liquidato esercitando il Riscatto immediato per perdita di requisiti viene tassato con aliquota fissa 23%. Questa sfumatura è un ulteriore motivo per cui destinare il TFR alla Previdenza Complementare è una soluzione più vantaggiosa rispetto a lasciarlo in Azienda, presso cui la tassazione avviene secondo la normale scala delle aliquote IRPEF, la cui minima è 23% e che sale in base al superamento degli scaglioni di reddito. L’aspetto più interessante, al di là di questo minimo vantaggio fiscale, è che, in caso di interruzione del rapporto di lavoro,nella Previdenza Complementare si può scegliere di non riscattare e di proseguire il percorso. In definitiva, l’unica indecisione deve essere su QUALE Fondo Pensione scegliere, ma la scelta su come gestire il proprio TFR ha solo una risposta logica e conveniente.

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